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8 marzo, le donne nei processi di Pace: dal 1992 al 2018 solo il 13% dei negoziatori, il 4% dei firmatari e il 3% dei mediatori-Perché il loro ruolo è cruciale e come rafforzarlo

08 marzo 2025

La Giornata internazionale della donna (o Giornata internazionale dei diritti delle donne) che si celebra oggi, 8 marzo, sottolinea l'importanza della lotta per i diritti delle donne, in particolare per la loro emancipazione, l'attenzione su questioni come l'uguaglianza di genere, le discriminazioni e le violenze contro le donne. E' la giornata che coincide anche con l'aspirazione comune che nel cuore dell'Europa ritorni la pace e la stabilità per le quali le donne possono svolgere un ruolo chiave anche se la loro presenza nei processi negoziali con obiettivo pace è ancora molto scarsa: solo il 13% dei negoziatori nei principali processi di pace dal 1992 al 2018, il 4% dei firmatari e il 3% dei mediatori, secondo una risoluzione adottata dal Parlamento europeo nell'ottobre del 2020. Eppure recenti studi hanno dimostrato che gli accordi di pace raggiunti con la partecipazione attiva delle donne hanno maggiori possibilità di essere sostenibili ed efficaci. Le società che pongono l'accento sul raggiungimento della parità di genere godono anche di una migliore salute, di una crescita economica più forte e di una maggiore sicurezza.

Quali ostacoli impediscono alle donne di svolgere un ruolo attivo nel mantenimento della pace? Nei negoziati di pace, le donne sono spesso marginalizzate malgrado il loro contributo potenzialmente significativo. Generalmente, sono le parti in conflitto a guidare trattative che includono cessate il fuoco o riduzioni della violenza. Tuttavia, stabilire una pace duratura e costruire comunità resilienti richiede la creazione di un ambiente sicuro e il rilancio delle attività socio-economiche, ambiti nei quali le donne possono promuovere soluzioni di pace durature e facilitare la riconciliazione collettiva. Disparità economiche e giuridiche possono ulteriormente ostacolare la loro partecipazione nei negoziati. Garantire alle donne lo stesso status giuridico degli uomini e riconoscerle come imprenditrici e investitrici indipendenti potrebbe incrementare notevolmente il loro impatto nel processo di pace. Sono ancora poche le donne che partecipano alle strutture decisionali nazionali, regionali e internazionali. Le donne sono assenti nelle più alte posizioni di vertice comando delle operazioni e missioni militari dell'UE e pochissime sono state nominate a capo di missioni civili.

L'azione del Parlamento nel potenziare il ruolo delle donne nei processi di pace

Il Parlamento europeo sostiene la partecipazione attiva delle donne nella costruzione della pace. In una risoluzione del dicembre 2024, gli eurodeputati hanno chiesto una politica estera, di sicurezza e di sviluppo dell'UE che tenga conto delle voci delle donne. Sempre nel 2024, il movimento arabo-ebraico "Women Wage Peace" e il movimento palestinese "Women of the Sun" sono stati selezionati dagli eurodeputati tra i finalisti del Premio Sacharov per la libertà di pensiero. Le due organizzazioni lavorano insieme per una soluzione pacifica e rispettosa del conflitto tra Israele e Palestina.

Un'altra risoluzione, adottata dal Parlamento nel marzo 2022, ha sottolineato l'importante contributo che le donne e la società civile forniscono alla promozione del dialogo per la pace e alla presentazione di prospettive diverse sul significato di pace e sicurezza, in particolare nella prevenzione e risoluzione dei conflitti nonché nella ricostruzione postbellica. La risoluzione dell'Europarlamento dell'ottobre 2020, che ha esaminato il ruolo delle donne nella politica estera e di sicurezza dell'UE, ha invitato la Commissione europea, il Servizio europeo per l'azione esterna e le delegazioni dell'UE in tutto il mondo a considerare le ragazze e le donne come motori del cambiamento. Gli eurodeputati hanno sottolineato il ruolo positivo delle donne nel raggiungimento di una pace sostenibile e della coesione sociale.

L'agenda "Donne, pace e sicurezza"

Nel 2000, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 1325, che ha istituito l'agenda "Donne, pace e sicurezza". Questo documento mira a garantire che i diritti, l'azione e la protezione delle donne e delle ragazze fossero osservati e sostenuti in ogni momento. L'UE adotta piani d'azione di genere per promuovere la parità di genere e l'emancipazione delle donne attraverso tutte le azioni esterne dell'Unione europea. Tali piani includono anche sforzi per far progredire l'agenda "Donne, pace e sicurezza". Nella sua risoluzione sull'attuale piano d'azione a favore della parità di genere del marzo 2022, il Parlamento ha invitato l'UE a sostenere le iniziative locali di costruzione della pace guidate da donne e difensori dei diritti umani delle donne.

Dalle parole e dai documenti ai fatti: ossia fare in modo che avanzi la parità di genere anche nei processi decisionali, in particolare in materia di difesa, sicurezza e costruzione della Pace.

 

 

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