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Il presidente Donald Trump, alla fine, ha dovuto mostrare un atteggiamento piu' moderato e toni piu' concilianti e questo ha dato ai mercati azionari una certa tranquillità. Comunque qualche indicatore suggerisce un possibile rallentamento dell'economia globale e cio' potrebbe spingere la Federal Reserve ad intervenire nuovamente, magari riprendendo a tagliare i tassi di interesse. Sarebbe una notizia non gradita per l'economia reale, ma potrebbe essere un incentivo per i mercati finanziari, che sono sempre più dipendenti da politiche monetarie a basso costo.
Il meeting della Federal Reserve americana non non ha sortito effetti sui tassi, scelta che possiamo considerare un non evento poiche' largamente scontata. E i mercati come hanno reagito?. Wall Street ha ripreso il suo trend rialzista , senza lasciarsi influenzare dalla prudenza della banca centrale, mentre l'attenzione si è rivolta ai nuovi sviluppi in tema commercio e politica internazionale: si parla infatti di un allentamento delle restrizioni americane sull'esportazione di semiconduttori, di una iniziativa di Trump per ridurre i prezzi dei farmaci e di un accordo sui dazi con il Regno Unito.
Dopo un mese d'aprile assai movimentato per non dire turbolento, i mercati si sono ripresi con vigore: una forza sostenuta dai segnali di riduzione delle tensioni tra USA e Cina ( e' stata annunciata una nuova tariffa a sorpresa). La Casa Bianca sembra aperta a negoziati, che i mercati sperano si svolgano prima che si creino danni duraturi alla crescita globale. Si assiste ad un approccio strategico rivisto e corretto da parte di Trump ed anche se il Presidente non ha modificato il suo stile conflittuale ed imprevedibile, sembra ora piu' attento alle lamentele provenienti dai suoi principali sostenitori.
Nella settimana 21-27 aprile gli investitori hanno mostrato di essere più disposti a rischiare, con un sentiment che passa dalla prudenza ad un cauto ottimismo ; e questo grazie alle notizie positive provenienti da Mr.Donald Trump. Infatti il Tycoon sembra essere intenzionato a ridurre in modo sostanzioso i dazi commerciali con la Cina ed in piu' a non rimuovere il presidente della Fed Jerome Powell dalla sua posizione. Questo suo cambio di atteggiamento e' dovuto a due problemi incombenti. Da un lato una possibile e drammatica perdita di controllo sui mercati finanziari.
I mercati finanziari hanno vissuto una settimana di variazioni "storiche" a seguito delle imprevedibili esternazioni di Donald Trump. Martedì sera sono entrati in vigore massicci dazi doganali, poi affrettatamente sospesi per 90 giorni con un semplice "tweet"... tranne che per la Cina, che aveva già risposto ai precedenti. La tensione e' salita , con dazi doganali del 145% sui prodotti cinesi e del 125% su quelli americani. Pechino ha quindi deciso , almeno per il momento , di tenere testa , mettendo un freno perfino alle importazioni di film da Hollywood.
"Newsmadeinitaly' arrichisce il suo potenziale informativo a favore dei lettori con due nuove rubriche dedicate ad 'Economia e Mercat' ed 'Investimenti e Risparmio', con riferimento anche al Made in Italy, entrambe firmate da Enrico Cimino che ha una consolidata esperienza professionale nel campo della consulenza finanziaria.
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Sembra di essere tornati in era Covid tanto la scorsa settimana è stata turbolenta per i mercati finanziari. Ma il covid questa volta si chiama Donald Trump. I principali indici hanno subito un forte calo dopo che il "Presidente" ha annunciato dazi molto più elevati
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