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"Fragilita' Nascoste", e' il titolo della personale al Palazzo Pisani Revedin di Venezia dal 22 marzo al 2 aprile prossimi. La tappa veneziana nel percorso artistico di De Scorpio.
Palazzo Pisani Revedin ospitera' circa 15 opere di Daniela De Scorpio, nelle quali sono evidenti la forte sensibilita' dell'artista, la sua passione profonda per la ricerca del significato dell'essere. Cio' si nota nelle pieghe del tessuto materico, usato da De Scorpio, nel dinamismo irrefrenabile dei soggetti, nell'intensita' e varieta' della cromia. La fragilita' dell'essere e del mondo che lo circonda e' evidente, osservando le opere di De Scorpio, nella dicotomia contrastante tra cio' che e' tangibile e razionale e cio' che e' intuibile perche' ben nascosto nell'inconscio, ma non per questo non percettibile. Quasi sempre la luce della ragione sovrasta le ombre dell'inconscio e consente all'osservatore di vedere cio' che si cela dietro l'immagine dell'opera d'arte. L'inaugurazione dell'evento e' previsto per mercoledi 22 marzo alle ore 16.30 alla presenza dell'autrice e della storica dell'arte Martina Scavone.
Venezia, nel tempo, si e' guadagnata una sorta di primazia, anche per la presenza della Biennale, di citta' dell'esposizione d' arte contemporanea. La tappa veneziana di Daniela De Scorpio, l'artista dalle "autentiche confessioni", e' senz'altro un contributo alla caratterizzazione espositiva contemporanea della Citta' Lagunare che si alimenta della creativita' dell'insieme di movimenti e tendenze artistiche sorte nel dopoguerra e che hanno trovato spazio e luoghi di espressione proprio a Venezia.
A cinque anni dalla scomparsa di Franco Battiato, lo Spazio Extra del Maxxi, museo nazionale delle arti del XXI secolo, ospita, sino al 26 aprile, una mostra-evento ,"Franco Battiato. Un'altra vita", dedicata ad uno dei piu' grandi protagonisti della cultura italiana contemporanea, uno dei piu' amati artisti che ha segnato in modo unico e innovativo la storia della musica italiana.
"Gianni Versace. Terra mater. Magna Graecia roots tribute": e' il titolo della mostra, aperta al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, in omaggio allo stilista calabrese, alla forza simbolica del suo immaginario classico che ha nelle radici della Magna Graecia la sua espressione e ne ha attraversato l'opera ad ottant'anni dalla nascita.
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