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Manifesto dell’Umanesimo del dialogo, più voce alla Diplomazia culturale nelle aree di crisi- Intervista con l'autore

27 gennaio 2025

Perchè il Dialogo come antidoto al Conflitto? Perche' la Cultura è fondamento della natura del dialogo? Perchè l'Umanesimo fondato sul  ruolo sociale di Letteratura e Poesia, due delle sue prioritarie espressioni, è sintesi  rigeneratrice che si fa cultura del dialogo? Perchè la cultura dell'Umanesimo del dialogo concorre a rendere più efficace l'operatività della diplomazia culturale, in particolare, nelle aree di crisi e di conflitto,  come quella del Mediterraneo?

Cesare Protetti, giornalista, intervista l'ideatore e l'autore del testo scritto del Manifesto dell'Umanesimo del dialogo, Domenico Campana, giornalista e scrittore, direttore responsabile di "NewsmadeinItaly". Di seguito l'intervista.  

 

"In un tempo in cui i conflitti si moltiplicano e spesso sfociano in vere e proprie guerre anche sul Continente europeo e nell'area del Mediterraneo allargato, con devastanti distruzioni di luoghi e profonde lacerazioni nelle comunita' umane abbiamo bisogno che le relazioni culturali, anche quelle che traggono origine dal ruolo sociale della Letteratura e della Poesia, rappresentino, più di ieri, uno strumento di dialogo, di pace e di un futuro di stabilità".  Cosi' Domenico Campana chiarisce una delle ragioni che lo hanno portato a scrivere il Manifesto dell'Umanesimo del dialogo che l'Accademia Tiberina, fondata dal poeta Gioacchino Belli, e' stata, tra le Istituzioni culturali, la prima a condividerne il testo.

D- Come Letteratura e Poesia svolgono un ruolo di mediazione sociale?

R- Entrambe si coniugano sulla base della centralità della persona umana, della sua libertà, responsabilità e dignità creativa secondo la logica della "Paidea" greca e dell"Humanitas" latina che interagiscono e si completano con i principi di solidarieta' e di sussidiarieta' e del bene comune, fondamenti della Comunità  nelle sue relazioni economiche, sociali, culturali. Si tratta di un'idea di Letteratura e di Poesia, che, pur essendo espressioni dello "spirito del tempo", sono entrambe capaci di lanciare messaggi che concorrono a superare gli "stati di crisi", legati  essenzialmente ad impoverimento culturale.

D- Si parte, dunque, da Letteratura e Poesia, tra le espressioni prioritarie dell'Umanesimo, per approdare alla sua totale capacità culturale propulsiva sulla base della quale enucleare un progetto rigeneratore delle relazioni culturali in chiave umanistica..

R- Esattamente.  E' la cultura umanistica ad essere la vera natura della cultura del dialogo. E' la cultura umanistica, una delle priorità delle eccellenze del patrimonio culturale Made in Italy,  che anche quando è gratuita e non produce un impatto economico immediato, genera comunque impatti indiretti ancor più significativi: contribuisce al benessere fisico e mentale, aumenta la capacità di metabolizzare atteggiamenti innovativi, migliora l'accettazione della diversità culturale e permette la nascita di società multiculturali con una più alta coesione sociale e con minori conflitti, permettendo al contempo l'adozione di comportamenti più sostenibili da un punto di vista ambientale.

D- Ma come si arriva al progetto e quali le finalità?

R- Dal testo del Manifesto vengono enucleate delle parole-chiave che rimandano ad alcune significative tematiche che, dopo essere sviluppate, implementano, in un determinato format, il testo stesso del Manifesto in modo da farne un "manuale progettuale" sulla base del quale creare una specifica figura professionale (il Consulente del dialogo) che opererà nell'ambito della Diplomazia culturale.

D – Quale e' il ruolo del "Consulente del dialogo", il cui percorso formativo e' "sintonizzato" sull'aquisizione delle conoscenze, patrimonio della cultura umanistica?

R- Sinora gli strumenti metodologici della Diplomazia culturale sono sostanzialmente connessi con la Comunicazione e la Cooperazione, quelli che saranno in possesso del  Consulente del dialogo, sono connessi con la categoria sintetica e comprensiva di "umanesimo"( di qui "Umanesimo del dialogo") e sono strumenti-chiave per comprendere le molte dinamiche della contemporaneita', ovvero costituiscono il vero "self power" dell'Umanita'.  La Diplomazia culturale, con il concorso delle potenzialità culturali umanistiche del "Consulente del dialogo", puo' concorrere appieno a ricostruire, nella sua operatività nel campo di crisi, il patrimonio anche simbolico ed identitario individuale e collettivo e porre le premesse per una visione progettuale di un futuro migliore.

 

Il testo del Manifesto dell'Umanesimo del dialogo 

 

MANIFESTO DELL'UMANESIMO DEL DIALOGO

FONDATO SUL RUOLO SOCIALE DELLA LETTERATURA E DELLA POESIA

 In un momento storico come quello che viviamo, segnato da una guerra in corso nel cuore dell'Europa e da un duro conflitto in Medio-Oriente, nonché da una serie di eventi particolarmente luttuosi, che sembrano indurre allo scoraggiamento, alla rassegnazione, persino all'odio, Poesia e Letteratura, possono svolgere un ruolo di mediazione sociale e portare al dialogo fondato sui valori della centralità della persona umana, della sua liberta', responsabilità, dignità, creatività coniugati secondo la "Paidea" greca e l"'Humanitas" latina , che interagiscono e si completano con i principi  di solidarietà e  di sussidiarietà e del bene comune fondamenti della Comunità nelle sue  relazioni economiche, giuridiche e sociali.

La Poesia nasce dal sogno come viatico dominante, percorso analogico e simbolico, assoluta mancanza di separazione tra IO e realtà esterna. Per esprimere la complessità di rapporto tra realtà esterna e realtà interiore, nulla vi è di meglio che la poesia, mentre è andata scemando la sintonia con la società: non vi è più l'antico ruolo sociale di "anello mancante" tra il popolo ed i governanti,  di colui che trasmette le leggende, i miti, il credo, le tradizioni, le identità. Gli effetti perversi della globalizzazione hanno vanificato il bisogno di mediazione e di dialogo, connaturati con la Poesia.

E lo stesso fenomeno accecante principi e valori si è verificato nella Letteratura, il cui valore, da ripristinare, è quello di mostrare, di indagare, di analizzare l'essere umano immerso nella società, ovvero mostrare l'essere umano in sé stesso e come si comporti nel mondo e come esso si sia visto e si veda, in un dato periodo storico.

Si tratta di un'idea di Letteratura, come di Poesia, che pur essendo espressione dello "spirito del tempo", siano entrambi capaci di lanciare messaggi che concorrano a superare gli "stati di crisi" legati ad impoverimento culturale e/o ad una povertà educativa che ha, in particolare, coinvolto le nuove generazioni e gli stessi Enti educativi, a cominciare dalla Scuola

Si tratta altresì di innovare, sulla base dell'uso massiccio delle nuove tecnologie della comunicazione, in particolare della cosiddetta intelligenza artificiale, rispetto a strutture retoriche o relitti metaforici anonimi e banali del XIX secolo, che ancora perdurano, che fanno della Letteratura "specchio" dell'autore o storico e descrittore di costumi.

La conseguente razionalizzazione e schematizzazione di queste idee portò a tre concezioni della Letteratura: come rispecchiamento della società; come strumento di azione sulla vita sociale; come mezzo di controllo sociale. 

Quale migliore occasione per un oggi che rischia di essere sempre più depauperato dai valori connessi con la Poesia universale di Dante, una forma totale di intervento in tutti i campi della realtà tale da creare la figura del poeta-teologo, rilanciare un forte messaggio affinché  Poesia e Letteratura, ciascuno con i propri "codici", concorrano a creare una "Rinascenza sociale" con al centro la Persona umana, i suoi valori di libertà, creatività, responsabilità.

L'Accademia Tiberina che, per prima tra le istituzioni culturali,  ha condiviso il Manifesto,  ha nel suo dna  il patrimonio della "forza propulsiva" della Poesia, ereditato dal suo fondatore, Gioacchino Belli. Sicchè  se l'autore della «divina» Commedia fissa in un affresco indelebile la civiltà medievale al tramonto, con il suo poema in sonetti, di mole tripla rispetto alle tre cantiche, Belli immortala il crepuscolo dell'Antico regime, nell'ultima spiaggia della Roma pontificia. E insieme dà per la prima volta la voce a un mondo popolare, portatore di una cultura antropologica trasmessa per secoli e destinata a sparire in pochi decenni. Entrambi fotografano il presente sul quale costruiscono le premesse per la "rinascenza" futura.

Quali strade percorrere affinché Letteratura e Poesia ritornino a svolgere un ruolo sociale e concorrano a costruire un nuovo Umanesimo portatore di dialogo oggi vanificato dal conflitto?

Dal testo del Manifesto si ricavano delle parole chiave che rimandano ad alcune significative tematiche che se ulteriormente sviluppate, possono implementare, in un format da individuare, il testo del Manifesto in modo da farne una sorta di manuale sulla base del quale creare una specifica figura professionale ("consulente per il dialogo") che possa operare nell'ambito della diplomazia culturale.

Mentre sinora gli strumenti metodologici della diplomazia culturale sono sostanzialmente connessi con la comunicazione e la cooperazione, quelli acquisiti dal "consulente del dialogo" sarebbero connessi con la categoria sintetica e comprensiva di "umanesimo" (di qui "umanesimo del dialogo") e diventano strumenti-chiave interpretativi per la comprensione di molte dinamiche della contemporaneità. Inoltre possono dare un senso, una direzione costruttiva ed un valore al "potere" che l'Umanità esercita oggi nel trasformare il mondo e se stessa.

Sulla base di tali strumenti metodologici la "diplomazia culturale" può agire più efficacemente nei contesti estremi e di crisi per un ritorno alla normalità di una comunità che è in quanto si sa riconoscere come tale. La guerra ibrida non distrugge solo infrastrutture ma, ancor prima, identità e simboli che caratterizzano le persone e le loro comunità. La Diplomazia Culturale (Cultural Diplomacy) può concorrere, così, a ricostruire il patrimonio simbolico individuale e collettivo, inteso quale premessa alla visione progettuale del futuro.

 

 

 

 

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