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Ritorna la propensione al rischio

26 aprile 2025

Nella settimana 21-27 aprile gli investitori hanno mostrato di essere più disposti a rischiare, con un sentiment che passa dalla prudenza ad un cauto ottimismo ; e questo grazie alle notizie positive provenienti da Mr.Donald Trump. Infatti il Tycoon sembra essere intenzionato a ridurre in modo sostanzioso i dazi commerciali con la Cina ed in piu' a non rimuovere il presidente della Fed Jerome Powell dalla sua posizione. Questo suo cambio di atteggiamento e' dovuto a due problemi incombenti. Da un lato una possibile e drammatica perdita di controllo sui mercati finanziari.

Dall'altro una negativa risposta politica interna al suo stesso partito ed ai suoi elettori. E' uno scenario che avevamo gia' peraltro anticipato in un precedente articolo quando si diceva che Trump non avrebbe potuto tirare la corda piu' di tanto

I mercati finanziari hanno apprezzato registrando una forte ripresa, trainata dai titoli tecnologici statunitensi ed anche dagli ottimi risultati di alcune aziende europee. La volatilità si è leggermente abbassata, e cio'  anche per il calo dei rendimenti obbligazionari dovuto alle crescenti aspettative  di un intervento della Federal Reserve con conseguente taglio dei tassi.

Sono buone notizie, e anche se il futuro resta incerto, la tendenza alla ripresa potrebbe essere stabile. Certo , gli scettici potrebbero dire nessun accordo commerciale e' stato ancora siglato , che la volatilita' permane , che i rendimenti dei titoli  di Stato USA sono ancora relativamente alti e che la Fed formalmente non ha preso nessun impegno a tagliare i tassi . Pero', al momento , i mercati hanno posto l'attenzione sui suddetti aspetti positivi.

Il petrolio, invece, non ha mostrato segni di ripresa e questa settimana si muove in direzione opposta rispetto agli altri asset rischiosi. I prezzi sono sotto pressione per le preoccupazioni di una possibile sovrapproduzione da parte dell'OPEC e dei suoi alleati. Le tensioni interne, in particolare con il Kazakistan che sfora le quote di produzione stabilite, stanno alimentando discussioni su eventuali aumenti dell'offerta, cosa che potrebbe peggiorare una situazione già delicata , considerando le previsioni di domanda stagnante o addirittura in diminuizione.

 L'OPEC ha anche rivisto al ribasso le stime di crescita della domanda mondiale di petrolio per il 2025. E anche se le discussioni su un possibile allentamento dei dazi tra Stati Uniti e Cina potrebbero stimolarne la domanda, dato che sono i due maggiori consumatori di petrolio al mondo,  il calo attuale dei prezzi riflette la paura di un rallentamento dell'economia globale e di un eccesso di offerta. Insomma , prezzi alla pompa in ribasso e , almeno questo, fara' piacere a noi tartassati automobilisti.

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