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L'annuncio del presidente Donald Trump di una pausa dei dazi Usa di 90 giorni per trattare con le controparti, ad eccezione della Cina, e' un altro significativo segnale di una "navigazione a vista" che rischia di ostacolare la messa a punto di strategie coerenti, mentre sembrano aperte le porte delle trattative.
In questo quadro il governo, "con dazi o senza dazi" – come afferma il ministro degli esteri Antonio Tajani, in un'intervista al "Sole24ore"- e' impegnato a "rafforzare l'export" e a tutelare le imprese, mettendo a punto un piano articolato che prevede interventi finanziari, ovvero 25 miliardi tra Pnrr e fondi di coesione, e iniziative per l'export con l'obiettivo di raggiungere 700 miliardi di esportazioni entro la fine della legislatura, rispetto ai 626 toccati nel 2024. «Abbiamo focalizzato – sottolinea Tajani- i mercati extra-Ue dove l'Italia deve puntare, soprattutto in Asia, America Latina e Africa; abbiamo previsto poi un rafforzamento degli strumenti di informazione e comunicazione per le aziende. Ice, Sace e Simest giorno dopo giorno aggiorneranno il modo in cui sono vicine alle aziende per favorire l'export: questa è la richiesta che tutto il Governo fa al sistema export italiano».
Il "riequilibrio" dei rapporti con l'Europa che ha sospeso le contromisure tariffarie, a seguito del congelamento Usa dei dazi sara' al centro dei colloqui, in programma il prossimo 17 aprile a Washington, tra la premier Giorgia Meloni ed il presidente Donald Trump.
Anche a seguito del congelamento temporaneo dei dazi Usa, si ritiene che Meloni, puntera' alla cosiddetta opzione "zero per zero" , ovvero nessuna imposta aggiuntiva, nessuna guerra commerciale tra Stati Uniti Uniti ed Europa, con ricadute positive per l'export delle nostre imprese. Il premier italiano, si ritiene, si fara' carico di "riequilibrare i rapporti con l'Europa" senza trascurare gli "interessi nazionali".
Stime di crescita dimezzate per il 2025
Intanto la questione dazi che si innesta con il perdurante conflitto russo-ucraino con le sue pesanti conseguenze in settori come l'approvvigionamento energetico, hanno avuto ripercussioni negative sulle stime di crescita per il 2025: il nuovo Def, appena approvato dal governo, dimezza la crescita ma in compenso il deficit scenderà sotto al 3% già dal 2026, con il debito in frenata dall'anno successivo per via dell'attenuarsi del peso del Superbonus sui conti pubblici. Il Def approvato dal Cdm indica per quest'anno il Pil al +0,6% (nel Psb dello scorso autunno era a +1,2) mentre per 2026 e 2027 ipotizza un aumento a +0,8%. "Questo Def viene adottato in una situazione molto complessa sotto l'aspetto economico globale, tutto ciò rende molto complicate e difficili, persino aleatorie, le previsioni di lungo ma anche quelle di medio termine", sottolinea il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.
Oltre ai dazi c'è anche il possibile effetto determinato dalle politiche di riarmo. La decisione su un eventuale scostamento di bilancio dovrà essere presa in un prossimo Cdm entro il 30 aprile: "L'aumento delle spese per la difesa chieste da Commissione Ue e Nato implicherà di fare delle scelte che in questo momento non si ritiene di adottare e saranno fatte nei tempi prescritti", ricorda il Ministro dell'Economia. "C'è una sostanziale richiesta da parte della Commissione di chiedere la clausola nazionale di eccezione rispetto agli indicatori, entro la fine di aprile. Quindi probabilmente in sede di risoluzione sul Def il Parlamento si dovrà esprimere, perché procedendo in quel senso si dovrà fare uno scostamento che prevede procedura rafforzata di votazione nelle due Camere".
Un momento centrale di confronto e proposta sulle politiche pubbliche per Turismo , con l'obiettivo di rafforzare il ruolo dell'Italia come destinazione capace di coniugare crescita economica, sostenibilità, qualità dell'offerta e valorizzazione dei territori.
Il 2026 inizia nel migliore dei modi per il Made in Italy: gli Usa hanno rivisto nettamente al ribasso i dazi antidumping sulla pasta italiana, in anticipo rispetto alle conclusioni dell'indagine attese formalmente per l'11 marzo. L'annuncio della Farnesina arriva mentre Washington ha anche reso noto il rinvio di nuovi aumenti sui mobili.
Mancano soltanto 22 giorni all'imposizione. annunciata in ottobre dal Dipartimento del Commercio americano, dei nuovi dazi sulla pasta made in Italy: 107%(91,74% + 15% gia' esistente). La commissione europea ed il governo italiano hanno aperto trattative che sinora non hanno sortito risultati positivi a favore delle imprese italiane.
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