Menu
Mancano soltanto 22 giorni all'imposizione. annunciata in ottobre dal Dipartimento del Commercio americano, dei nuovi dazi sulla pasta made in Italy: 107%(91,74% + 15% gia' esistente). La commissione europea ed il governo italiano hanno aperto trattative che sinora non hanno sortito risultati positivi a favore delle imprese italiane.
Le associazioni di categoria, come Coldiretti e Filiera Italia, hanno denunciato lo squilibrio della trattativa a favore degli Stati Uniti e hanno chiesto sostegni economici immediati alle filiere più colpite. Il Ministero degli Affari Esteri italiano è intervenuto per cercare di risolvere la questione e proteggere l'export di pasta italiana
La decisione di questa pesante stretta commerciale è stata presa a seguito delle revisioni periodiche condotte ogni anno dal Dipartimento di Commercio degli Stati Uniti sulle importazioni di pasta italiana, su richiesta di alcune aziende americane. In questa tornata, le aziende campione prese in esame sono state La Molisana e Garofalo, accusate di aver venduto i propri prodotti a prezzi inferiori a quelli di mercato, una pratica nota come "dumping".
Secondo l'amministrazione americana, la misura mira quindi a proteggere il mercato interno da forme di concorrenza ritenute sleali. Il dazio aggiuntivo, colpirebbe direttamente le due imprese indagate La Molisana e Garofalo e si estenderebbe in via eccezionale ad altre undici aziende italiane, tra cui Barilla, Rummo e Sgambaro.
Nonostante il clima di incertezza, i dati diffusi da Unione Italiana Food e International Pasta Organisation confermano la leadership mondiale dell'Italia nel settore: nel 2024 la produzione ha superato i 4,2 milioni di tonnellate, mentre nel 2025 l'export è cresciuto del +2,5% rispetto all'anno precedente. Gli Stati Uniti restano il primo mercato extraeuropeo per la pasta italiana, con un valore complessivo dell'export superiore ai 650 milioni di euro. Le prossime settimane saranno decisive. Se le consultazioni diplomatiche in corso tra Roma, Bruxelles e Washington non porteranno a un accordo, dal gennaio 2026 potranno scattare automaticamente i nuovi dazi. Un'eventualità che, secondo fonti del Ministero del Made in Italy, colpirebbe non solo le imprese direttamente coinvolte, ma l'intera catena del valore della pasta italiana, mettendo a rischio competitività e presenza del Made in Italy sul mercato statunitense.
Un momento centrale di confronto e proposta sulle politiche pubbliche per Turismo , con l'obiettivo di rafforzare il ruolo dell'Italia come destinazione capace di coniugare crescita economica, sostenibilità, qualità dell'offerta e valorizzazione dei territori.
Il 2026 inizia nel migliore dei modi per il Made in Italy: gli Usa hanno rivisto nettamente al ribasso i dazi antidumping sulla pasta italiana, in anticipo rispetto alle conclusioni dell'indagine attese formalmente per l'11 marzo. L'annuncio della Farnesina arriva mentre Washington ha anche reso noto il rinvio di nuovi aumenti sui mobili.
Si svolgerà dal 20 al 24 ottobre la "Settimana Anticontraffazione 2025", la nuova edizione dell'iniziativa del Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedicata al contrasto del mercato del falso, realizzata anche quest'anno con il supporto operativo della Direzione Generale per la Proprietà Industriale - Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del MIMIT.
Cookie
Questo sito web utilizza i cookie
Questo sito utilizza cookie tecnici, analytics e di terze parti.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie.