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Export made in Italy: imprese italiane in un contesto internazionale di grandi sfide- Crescita attesa del 2,5% nel 2025 per beni e servizi nei mercati emergenti- La strategia di tutela del governo

12 marzo 2025

Le esportazioni continuano a rappresentare per l'Italia una leva fondamentale di crescita economica. Le previsioni indicano una crescita solida dell'export Made in Italy nel 2025, trainata in particolare dalla crescente domanda internazionale di beni

tecnologicamente avanzati e ad alto valore aggiunto nonché, per la loro stessa natura ed origine, distintivi ed iconici per il nostro Paese.

Tuttavia, il sistema produttivo italiano è chiamato ad affrontare sfide come la crescente competizione internazionale, l'emergere di nuove barriere commerciali, la necessità di una transizione energetica sostenibile. Bisogna, inoltre, preservare la competitività delle imprese assicurandosi, a prezzi competitivi, forniture stabili in un contesto di riassetto delle catene del valore alimentato dai processi di reshoring, nearshoring e friend-shoring e affrontare altresì la sfida dell'innovazione prodotta da fenomeni come la diffusione sempre più capillare di nuove tecnologie basate sull'intelligenza artificiale, il quantum computing, la ricerca genica, le nuove fonti di energia e l'innovazione che ne deriverà.

Sulla base di tale contesto il governo, attraverso la Cabina di regia per l'internazionalizzazione, ha messo a punto una strategia di tutela. A questa XIII edizione della Cabina di regia, aperta dal vice presidente del consiglio e ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani e dal ministro delle imprese e del made in italy, Adolfo Urso, hanno partecipato numerosi ministri del governo, presenti oltre 140 associazioni di categoria.  

I dati ISTAT relativi al 2024 mostrano che  l'export italiano tiene anche in uno scenario globale molto complesso. Il lieve calo in termini di valore registrato nel 2024 (623,5 miliardi) ha risentito solo in misura contenuta del rallentamento dell'economia europea e del contesto internazionale. A ulteriore dimostrazione della vitalità del nostro settore produttivo e della proiezione internazionale delle imprese italiane si è registrato un vero e proprio balzo nell'avanzo commerciale italiano, +61%, raggiungendo quasi i 55 miliardi. Le esportazioni verso l'area extra UE ha fatto poi registrare un record di 305 miliardi, sempre nel 2024 (+1,2% rispetto al 2023, il valore più alto degli ultimi 10 anni).

 

La strategia di tutela

Si punta, in particolare, a consolidare la presenza nei mercati maturi attraverso interventi volti a presidiare le quote di mercato delle imprese italiane e a potenziare l'azione nei mercati emergenti ad alto potenziale per assicurare alle imprese, attraverso nuovi strumenti e iniziative, quote supplementari di mercato utili a compensare la flessione della domanda in alcuni tradizionali mercati di sbocco.

Un ruolo fondamentale in tale ambito è svolto dalla previsione di un ancora più ampio coinvolgimento del settore privato in iniziative di partenariato economico, in Italia e all'estero, con speciale riferimento ad un selezionato novero di mercati extra UE ad alto potenziale, finalizzate a sostenere lo sforzo di diversificazione delle destinazioni dell'export Made in Italy.  

La strategia guarda, inoltre, con rinnovata attenzione alla sfera del digitale, sia con riferimento allo sviluppo delle iniziative volte a favorire una maggiore presenza delle imprese italiane sui canali dell'e-commerce, sia con riguardo allo sviluppo di strategie di comunicazione in grado di affermare una narrazione positiva e innovativa del Made in Italy sia, infine, con l'obiettivo di generare nuove e concrete opportunità di affari per le imprese.

Particolare attenzione è dedicata, nella strategia, alle micro, piccole e medie imprese (MPMI), che costituiscono il cuore del tessuto produttivo italiano per l'azione di facilitazione dell'accesso ai mercati esteri da parte delle MPMI, è il sostegno al sistema fieristico con particolare riferimento ai saloni di rilevanza internazionale, sia in Italia che all'estero, in grado di moltiplicare le occasioni di affari per le imprese e offrire una vetrina di eccellenza ai territori italiani che ospitano i più importanti saloni.

La promozione dell'eccellenza italiana all'estero sara' al centro di campagne di comunicazione innovative, con il lancio del programma "Opportunitalia" e la partecipazione strategica a Expo Osaka 2025. Verrà inoltre continuata la politica di potenziamento relativa all'attività di attrazione di investimenti dall'estero, anche attraverso i nuovi strumenti di semplificazione amministrativa per i grandi programmi di investimento estero strategici. Tra gli appuntamenti di grande rilevanza internazionale, la prossima Conferenza per la Ripresa dell'Ucraina, in programma a Roma il 10 ed 11 luglio.

 Le previsioni per il 2025 per l'export italiano

Le prospettive di espansione delle esportazioni restano incoraggianti, rispetto al 2024, ma richiedono un costante monitoraggio delle dinamiche geopolitiche e dei mercati esteri per cogliere appieno le opportunità offerte in particolare dai mercati emergenti e ad alto potenziale. Secondo l'Istat il  sostegno alla crescita è atteso provenire principalmente dalla domanda di beni ad alto valore aggiunto (automazione industriale, moda e agroalimentare), in particolare nei mercati emergenti. Si prevede un rafforzamento delle vendite verso Paesi del Golfo (+8,0%), India (+7,5%) e Sud-Est asiatico (+7,2%), mentre il Nord America – nonostante gli scenari di incertezza collegati alle annunciate misure protezionistiche dalla nuova Amministrazione Trump - continuerà a rappresentare un mercato-chiave.

Nel medio termine, i mercati asiatici offriranno opportunità rilevanti, anche grazie agli investimenti infrastrutturali promossi da iniziative di sviluppo regionale. Criticità potrebbero emergere da una prolungata debolezza della domanda nell'eurozona e dall'eventuale introduzione di dazi sui prodotti europei in mercati di riferimento come quello statunitense. Inoltre, la concorrenza internazionale, i costi elevati di trasporti, energia e materie prime restano sfide aperte per il mantenimento della competitività delle imprese italiane per la quali si auspicano benefici, a seguito delle iniziative per favorire la produzione di energie rinnovabili

 

 

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