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"Avevamo previsto che la nostra visione si sarebbe imposta con la forza della ragione. E così è stato. Ora anche la Germania chiede l'immediata revisione del Green Deal per evitare il collasso dell'industria dell'auto europea": e' quanto scrive su "X" il ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso il quale ricorda che gia' a settembre occorreva intervenire subito "per evitare che anche gli operai manifestassero come avevano fatto gli agricoltori europei".
L'Italia – sottolinea Urso – è "in prima fila nella revisione della politica industriale europea", con il "non paper"(documento non ufficiale) sul settore dell'auto, che ha visto la convergenza di 15 Paesi europei, e con il "non paper" sulla revisione del CBAM a sostegno della siderurgia e delle imprese energivore, insieme a Polonia, Austria e Bulgaria. Ora – ha concluso Urso – "ci aspettiamo che la nuova Commissione raccolga queste istanze perché sono fondamentali per restituire competitività alle imprese e tutelare il lavoro degli europei".
Il "non paper", promosso dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, sottolinea la necessità di una valutazione anticipata del regolamento europeo sui veicoli leggeri al 2025, e si pone l'obiettivo di riesaminare le modalità che porteranno allo stop ai motori endotermici nel 2035, garantendo un quadro regolatorio realistico e flessibile, essenziale a preservare la competitività dell'industria automotive europea.
Se, da una parte, è ragionevole attendersi una semplificazione della transizione energetica, dall'altra è pericoloso scommettere su un ripensamento generale, ovvero su un ritorno al motore endotermico di un glorioso passato industriale. Il vero pericolo è questo: fare del rallentamento nelle scelte europee l'alibi per giustificare i nostri ritardi . «Eppure se non ci diamo una mossa, se non ci scuotiamo dal nostro torpore — è l'analisi impietosa di Giuliano Noci, prorettore del Politecnico — noi vedremo nel giro di pochi anni, tre o quattro, scomparire un pezzo importante della nostra industria. La consapevolezza di questo pericolo non c'è. Stiamo sottovalutando del tutto la rivoluzionaria portata trasformativa dell'intelligenza artificiale. E ne è la prova il disinteresse che accompagna la discussione in Senato sul disegno di legge che ne regola l'introduzione in Italia». Secondo Noci ."Il vantaggio competitivo è sempre meno nel prodotto, sempre di più nella qualità e nella profondità dei processi. Se non prendiamo coscienza di questo salto enorme che dovremo fare, saremo sempre di più ai margini, finiti».
Alle Imprese 500 milioni per Contratti di sviluppo in tecnologie green e digitali
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha adottato il decreto che dispone l'assegnazione di 497,8 milioni di euro, a valere sul "Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027", al fine di sostenere lo sviluppo e la fabbricazione delle tecnologie critiche per le transizioni verde e digitale, salvaguardando e rafforzando le rispettive catene del valore. "Un forte impulso agli investimenti delle imprese nello sviluppo sostenibile", commenta Urso. Le risorse saranno destinate a promuovere programmi di sviluppo o la fabbricazione delle tecnologie critiche previste dal Regolamento STEP del Parlamento Europeo e del Consiglio UE (tecnologie digitali e deep tech, tecnologie pulite ed efficienti sotto il profilo delle risorse, biotecnologie). Con successivo provvedimento direttoriale saranno stabiliti modalità e termini di presentazione delle domande di agevolazione nonché fornite le ulteriori specificazioni anche in riferimento alle caratteristiche dei programmi di sviluppo e alle spese ammissibili. La misura sarà gestita da Invitalia che, per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, svolgerà l'istruttoria per l'ammissione alle agevolazioni.
Un momento centrale di confronto e proposta sulle politiche pubbliche per Turismo , con l'obiettivo di rafforzare il ruolo dell'Italia come destinazione capace di coniugare crescita economica, sostenibilità, qualità dell'offerta e valorizzazione dei territori.
Il 2026 inizia nel migliore dei modi per il Made in Italy: gli Usa hanno rivisto nettamente al ribasso i dazi antidumping sulla pasta italiana, in anticipo rispetto alle conclusioni dell'indagine attese formalmente per l'11 marzo. L'annuncio della Farnesina arriva mentre Washington ha anche reso noto il rinvio di nuovi aumenti sui mobili.
Mancano soltanto 22 giorni all'imposizione. annunciata in ottobre dal Dipartimento del Commercio americano, dei nuovi dazi sulla pasta made in Italy: 107%(91,74% + 15% gia' esistente). La commissione europea ed il governo italiano hanno aperto trattative che sinora non hanno sortito risultati positivi a favore delle imprese italiane.
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