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La sostenibilità nella sua declinazione economica, ambientale e sociale è un fattore portante della transizione, ovvero il processo di cambiamento e trasformazione della società e dell'economia verso obiettivi di sviluppo sostenibili e di decarbonizzazione.
Si parla anche di rivoluzione verde o "green transition", ponendo l'accento, appunto, su come diminuire l'impatto delle attività umane sull'ambiente circostante. L'approccio delle imprese alle nuove metodologie sostenibili e le prospettive di un futuro pienamente sostenibile sono stati al centro di un convegno a Roma organizzato dall'Associazione italiana di studio del lavoro per lo sviluppo organizzativo(AISLO); dalla Fondazione etica ed economia; dal Festival della Vita con la partecipazione di esperti, professionisti, rappresentanti istituzionali. Gli interventi, moderati da Michele Petrucci, consulente di direzione d'impresa e firma di una seguita rubrica, "Leggere l'Impresa", di "Newsmadeinitaly", hanno analizzato varie tematiche legate al rapporto sostenibilità-impresa: criteri ESG, ovvero il rating di sostenibilita', in una Banca di prossimità e nelle piccole e medie imprese; l'ottimizzazione e la sostenibilita' delle risorse e la riduzione degli sprechi; la sosteniblita' della filiera della Moda, una delle eccellenze del Made in Italy; la qualita' della vita e la rigenerazione urbana; la scrittura a mano nell'era digitale; Sostenibilita', comunicazione e reputazione d'impresa; il valore della sostenibilita' per famiglie e aziende.
Un panorama di tematiche dal quale e' emerso che il principio guida nelle scelte aziendali non può che essere la sostenibilità per un "futuro a misura d'uomo", cosi' come concludeva il titolo del convegno:" Vivere.. e' agire per un futuro sostenibile a misura d'uomo". Senza il rispetto per il pianeta, per le sue risorse (limitate) e per le generazioni che verranno non è infatti possibile immaginare un domani sostenibile. In questo scenario, anche le imprese sono chiamate a fare la loro parte e ad adottare comportamenti aziendali responsabili e sostenibili, in linea con i principi ESG. La sensibilità in questo senso sta infatti di anno in anno crescendo, e la sostenibilità aziendale sta diventando sempre di più un tema impossibile da ignorare. Del resto, la strada è tracciata dell'Agenda 2030 e i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). Le aziende, assieme a Stati, governi e cittadini, sono chiamati a fare la propria parte. Il PNRR stesso va in questa direzione: alla rivoluzione verde e transizione ecologica sono stati infatti devoluti 59,47 miliardi (il 37% dei fondi totali).
A colloquio con Luca Litrico
Abbiamo chiesto a Luca Litrico Creative director e responsabile sostenibilità Sartoria Litrico, uno dei relatori del convegno, di illustrare quali sono i passi avanti, in termini di sostenibilita', fatti dalla sua azienda e piu' in generale a che punto e' la filiera della moda e quali sono gli ostacoli maggiori ancora da superare.
"Per la Sartoria Litrico- osserva Litrico - l'attenzione all'ambiente, il benessere sociale, ed un timone lungimirante; costituiscono gli "ingredienti" della sostenibilità da quando siamo nati, nel 1951, anzi tengo a sottolineare che questi punti sono tre ingredienti fondamentali di tutte le aziende che si occupano di "Slow Fashion", e che quindi sono indipendenti e realizzano artigianalmente i propri abiti ed accessori, ma soprattutto che realizzano capi unici".
Piu' complessa – sottolinea Litrico – e' la sostenibilita' nella filiera della Moda e spiega perche': filiera della Moda- sottolinea Litrico - Parlare di sostenibilità nella filiera della moda invece è un "quando si parla di "filiera" si parla di "Fast", ed il Fast Fashion ed Ultra Fast Fashion, così come il Fast Food, sono termini già di per sé non sostenibili. Intanto bisognerebbe fare delle distinzioni nette tra filiera moda autentica "made in Italy" e filiera moda finta Made in Italy, o meglio Made Worldwide; per semplificazione direi che la moda vera Made in Italy ha preso molto seriamente il tema della sostenibilità, ma ci sono delle serie difficoltà ancora da superare, e da capire come superare, in primis perché la moda è una cosa molto seria, anche solo per il fatto che nel sistema moda italiano ci lavorano oltre 1 milione di persone, e non è facile rendere sostenibile un prodotto di massa, al pari della Grande Distribuzione Organizzata alimentare è un tema che si sta finalmente affrontando, ed oserei dire che in futuro sopravviveranno solo le aziende realmente sostenibili, ma non solo nella moda" .
Diversa e' la considerazione da fare – secondo Litrico - quando si parla "di Filiera della Moda a basso costo, ovvero Ultra Fast Fashion: essa costituisce uno dei settori più inquinanti del pianeta, sia per l'ambiente che per il consumatore finale, ed a quei livelli ci sono solo un paio di aziende molto grandi e famose, che stanno cercando di riposizionare i loro prodotti sul mercato in una fascia più "green", ma ovviamente con scarsi risultati proprio perché tutto ciò che nasce come prodotto di massa non può essere non inquinante".
Litrico suggerisce al consumatore attendo alle problematiche legate alla sostenibilita' " di cercare di selezionare aziende di impronta artigianale e con una ridottissima distribuzione, possibilmente con una lunga tradizione alle spalle, che produca direttamente e che garantisca la selezione dei materiali utilizzati".
La "scaletta" del Convegno:
Saluti Istituzionali
On. Fabrizio SANTORI-Consigliere Capitolino
Apertura/ Introduzione Lavori Maria Grazia DE ANGELIS - Presidente AISLO
Don Ampelio CREMA- Presidente Festival della vita
Arnaldo Acquarelli, Presidente Fondazione Etica ed Economia
Intervento Introduttivo Domenico REPETTO, Direttore Divisione V° Comunicazione-Benessere Organizzativo-Trasparenza e Anticorruzione, Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
Relatori
Domenico BUONOCUNTO , Marketing Manger gruppo Banca Popolare del Lazio, "I criteri ESG in una Banca di prossimità";
Lillo IRRERA, Amministratore Delegato S.B.A, "Ottimizzazione e sostenibilità: agire per efficientare le risorse e ridurre gli sprechi"
Stefano LAMERA, Presidente Sinergia srl e V.P. Confapi Bergamo, "La sostenibilitò ESG e le PMI";
Luca LITRICO, Creative director e responsabile sostenibilità Sartoria Litrico, "Sostenibilità e filiera della Moda: l'esperienza della Sartoria Litrico";
Salvo LO NARDO, architetto e urbanista, già componente C.N. per la Biodiversità c/o Ministero Cultura e della Commissione di Stato VIA e VAS c/o Ministero Ambiente, "Qualità della vita e rigenerazione urbana";
Raffaele MAZZARELLA, Grafologo giudiziario, "La scrittura a mano nell'era digitale";
Mauro MATIDDI, docente e advisor di comunicazione aziendale "Sostenibilità. Comunicazione e reputazione d'impresa.";
Sergio SANTANGELO, Advisor sustainability manager, "Il valore della sostenibilità per famiglie e aziende":
Moderatore: Michele PETRUCCI- Consulente di direzione di impresa
CONVEGNO PROMOSSO dal Consigliere Antonio Giammusso
Un momento centrale di confronto e proposta sulle politiche pubbliche per Turismo , con l'obiettivo di rafforzare il ruolo dell'Italia come destinazione capace di coniugare crescita economica, sostenibilità, qualità dell'offerta e valorizzazione dei territori.
Il 2026 inizia nel migliore dei modi per il Made in Italy: gli Usa hanno rivisto nettamente al ribasso i dazi antidumping sulla pasta italiana, in anticipo rispetto alle conclusioni dell'indagine attese formalmente per l'11 marzo. L'annuncio della Farnesina arriva mentre Washington ha anche reso noto il rinvio di nuovi aumenti sui mobili.
Mancano soltanto 22 giorni all'imposizione. annunciata in ottobre dal Dipartimento del Commercio americano, dei nuovi dazi sulla pasta made in Italy: 107%(91,74% + 15% gia' esistente). La commissione europea ed il governo italiano hanno aperto trattative che sinora non hanno sortito risultati positivi a favore delle imprese italiane.
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