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Istruzione tecnica e professionale: vacilla la riforma 4+2 e non decolla il Liceo del Made in Italy-È mancata la comunicazione a famiglie e studenti- L’innovazione non va solo enunciata

12 febbraio 2025

Arriveranno ad oltre seimila le nuove iscrizioni alla "filiera" tecnologico professionale (cosiddetto 4+2) degli istituti superiori che, al pari dei licei del Made in Italy (le nuove iscrizioni sono soltanto il 10 per cento in piu' rispetto all'anno scorso), sono le due riforme piu'  innovative che il governo si e' impegnato a portare in porto sotto l'egida del Piano nazionale di ripresa e resilienza(Pnrr).

Riforme che rappresentano certamente significative  novità ordinamentalei del sistema di istruzione da molti anni a questa parte. Rappresentano altresì la via prioritaria verso la riduzione del "gap" tra domanda ed offerta di lavoro, mentre si osservano dati allarmanti che riguardano schiere di giovani "Neet- Not in Education, Employement or Training", ovvero che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano. Bisogna, dunque fare di piu' e bene.

Pochi giorni prima dell'apertura delle iscrizioni (precedentemente prevista per l'8 gennaio), il ministero dell'Istruzione e del Merito aveva pubblicato l'avviso pubblico per "Attivazione di nuovi percorsi quadriennali sperimentali inerenti alla filiera formativa tecnologico-professionale per l'anno scolastico 2025/2026". L'avviso precisava che "La proposta di candidatura deve prevedere la progettazione di percorsi sperimentali di istruzione tecnica e/o professionale strutturati su base quadriennale e l'integrazione con almeno un percorso per il conseguimento del diploma professionale di IeFP ove esistente e affine o correlato alla filiera, e con almeno un percorso di istruzione tecnologica superiore (ITS Academy), coerente con l'area tecnologica e le figure professionali di filiera".

Si precisava anche che "quei percorsi quadriennali sperimentali assicurano l'insegnamento di tutte le discipline previste dall'indirizzo di studi di riferimento, mediante il ricorso alla flessibilità didattica e organizzativa consentita dall'autonomia delle istituzioni scolastiche", e che i corsi di studio "devono ad ogni modo assicurare agli studenti il raggiungimento degli obiettivi specifici di apprendimento e delle competenze previsti per il corrispondente profilo in uscita del quinto anno di corso".

La proposta che "Tuttoscuola" definisce "meritevole di attenzione anche per il respiro europeo che la connota, è arrivata probabilmente troppo a ridosso del termine di iscrizione, e non ha fruito di adeguato sostegno di comunicazione".

Eppure – sottolinea "Tuttoscuola"- "per la sua natura innovativa avrebbe avuto bisogno anche di testimonial in grado di catturare l'attenzione di molti giovani. Bisogna arrivare agli studenti e alle loro famiglie, altrimenti una riforma così strategica resta tale solo agli occhi degli addetti ai lavori. Che per definizione non si iscrivono alle superiori".

Quanti sono stati gli istituti che hanno aderito alla sperimentazione? Lo scorso anno- secondo quanto afferma una nota del ministero dell'Istruzione e del Merito - ne erano state autorizzate 180 per un totale di 225 percorsi; quest'anno sono state autorizzate 396 scuole richiedenti, con un aumento di 216 scuole rispetto all'anno precedente, per un totale di 628 percorsi attivati.

Mentre le iscrizioni registrate al primo anno sono 5.449 rispetto ai 1.669 dello scorso anno. Si prevede, secondo il ministero, un ulteriore incremento dato che le scuole stanno procedendo con la ricognizione delle iscrizioni cartacee ed il numero potra' superare quota seimila. 

Al primo anno delle superiori sono attesi circa 550mila iscritti, di cui circa 270 mila all'istruzione tecnica e professionale: se adeguatamente informati, quasi sicuramente gli iscritti alla "filiera" sperimentale avrebbero superato quota seimila, il numero reso noto dal ministero. E ciò vale anche per le iscrizioni ai licei del Made in Italy.

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