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"Il sistema moda ha bisogno di un piano di medio-lungo periodo, non solo di interventi emergenziali: lo ha detto il presidente di Confindustria Moda, Luca Sburlati al "Tavolo Nazionale della Moda", presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, con i rappresentanti dei Dicasteri coinvolti, , esponenti della filiera e del mondo economico.
"I dati relativi ai primi quattro mesi del 2025 sono allarmanti- ha sottolineato Sburlati-: l'export registra un calo superiore al 3,3%, mentre l'import cresce del 5,6%, con un'impennata del +24% dalle sole importazioni cinesi. Questo si traduce in una perdita vicina al 10% della nostra bilancia commerciale nel comparto tessile-abbigliamento, senza considerare ancora l'impatto dei potenziali dazi USA: una cifra enorme".
Il ministro Urso ha illustrato le misure del "Piano Italia Moda" tese, da un lato, alla salvaguardia e al sostegno della transizione del settore, dall'altro, a favorirne la crescita. "Il Piano Italia Moda – ha spiegato Urso - risponde all'esigenza di consolidare la filiera delle PMI e degli artigiani, priorità strategica per il Made in Italy, nella convinzione che occorra sostenere la crescita e l'aggregazione per rafforzarne competitività, coesione e continuità".
Per sostenere il settore il governo è intervenuto con più misure di sostegno: contratti di sviluppo, mini-contratti di sviluppo, Fondo centrale di Garanzia per le Pmi, Nuova Sabatini, Credito d'imposta ideazione artistica, misure per accompagnare la transizione ecologica e digitale e per la valorizzazione della filiera delle fibre tessili naturali e provenienti da processi di riciclo.
In materia di ammortizzatori sociali, durante il tavolo è stata ricordata l'approvazione del decreto-legge dello scorso giugno per l'estensione della cassa integrazione straordinaria per tutto il 2025 per le imprese artigiane con massimo 15 dipendenti, attualmente in fase di conversione al Senato. Il decreto accoglie anche la richiesta del comparto di consentire ai lavoratori di chiedere il pagamento diretto della prestazione da parte di INPS, in alternativa all'anticipazione del trattamento da parte del datore di lavoro.
Certificazione della sostenibilità e legalità
Urso ha poi evidenziato che il governo "sta lavorando a una norma per certificare la sostenibilità e la legalità delle imprese del settore, con l'obiettivo di offrire una soluzione strutturale al problema". La norma si pone l'obiettivo di certificare la filiera che fa capo al titolare del brand, sulla base di verifiche preventive ad hoc, in modo da escludere che quest'ultimo debba rispondere per comportamenti illeciti o opachi riconducibili ai fornitori o ai subfornitori lungo la catena.
Riguardo al sostegno del design e della realizzazione dei nuovi campionari, Urso ha altresì sottolineato come le strutture del Mimit sono impegnate, in vista della prossima Legge di Bilancio, alla stesura di un'edizione aggiornata del Credito d'Imposta in materia, con una dotazione prevista di 250 milioni di euro.
Sul fronte dei dossier europei, il ministro ha poi evidenziato che il Ministero insieme al Mase - e grazie al contributo migliorativo del Gruppo di Lavoro Tecnico del Tavolo Moda - sta ultimando uno schema di decreto interministeriale per l'introduzione del regime di Responsabilità Estesa del Produttore. Questo permetterà alle imprese di ridurre l'impatto ambientale della produzione e della gestione dei rifiuti dai prodotti tessili, incentivandone il riuso, il riciclo e il corretto smaltimento e di responsabilizzare i produttori affinché adottino strategie di eco-design e l'utilizzo di materiali più sostenibili.
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