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Trovo alquanto significativo che nell'ambito del Vertice intergovernativo Italia-Germania, svoltosi a Roma la scorsa settimana, il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, incontrandosi con il Suo omologo , abbia confermato la "profondita"' delle relazioni tra i due Paesi che "trovano nella cultura uno dei pilastri piu' solidi e duraturi", sicche' "il dialogo culturale tra Italia e Germania e' una risorsa strategica da valorizzare oggi piu' che mai". Anche il Ministro Wolfram Weimer, ha ribadito Il "ruolo strategico della cultura".
Tale intesa sul ruolo "strategico" della cultura, che, fra l'altro, si traduce in iniziative concrete da attuare nei due Paesi, non si riscontra, pero', nel documento congiunto Italia-Germania, sulla Competitivita' dell'UE. Nelle 32 pagine di documento non c'e' traccia del ruolo della cultura come fattore produttivo che concorre a rilanciare la produttivita' e a riorientare, ponendo al centro il fattore umano, le politiche a sostegno del sistema produttivo anche attraverso la transizione digitale. Di qui qualche significativo dato: il patrimonio culturale fisico genera un valore aggiunto lordo di 303,7 miliardi di euro all'anno, pari al 4,66% del valore aggiunto lordo dell'UE; il settore culturale occupa circa 7,3 milioni di persone, pari al 5,4% dell'occupazione nell'UE; la cultura può contribuire alla crescita economica e all'innovazione, grazie alla sua capacità di creare nuovi prodotti e servizi; la cultura è un elemento fondamentale della diversità europea e può aiutare a promuovere la coesione sociale e l'integrazione.
Per sostenere il settore culturale l'Ue ha lanciato diverse iniziative tra cui: Europa Creativa: un programma di finanziamento per la cultura e la creatività; Capitali europee della cultura: un programma che designa le città che si segnalano per la loro offerta culturale; Marchio del patrimonio europeo: un programma che promuove siti emblematici di rilevanza europea.
Nel quadro strategico per la politica culturale Ue ci sono alcuni aspetti che potrebbero essere migliorati per renderlo piu' attuale e piu' in sintonia con l'obiettivo di competitivita', di cui Italia e Germania , auspicano che l'Unione europea persegua.
Si tratta essenzialmente di adottare alcune politiche nel campo dell'integrazione della tecnologia digitale, promuovendo la digitalizzazione del patrimonio culturale e lo sviluppo di contenuti culturali digitali; della sostenibilita' ambientale, promuovendo pratiche sostenibili nel settore culturale e creativo; della diversita' ed inclusione ,promuovendo la partecipazione di gruppi emarginati e la valorizzazione della diversità culturale; della cooperazione internazionale, promuovendo scambi culturali e collaborazioni con paesi terzi; della valutazione e monitoraggio, stabilendo indicatori di performance e conducendo valutazioni regolari.
Inoltre l'Unione europea potrebbe considerare di:
- Creare un piano d'azione strategico pluriennale: come suggerito dal Comitato economico e sociale europeo (CESE), per dare un impulso più forte alla politica culturale dell'UE.
- Istituire un "inviato speciale dell'UE per le relazioni culturali": come proposto dal CESE, per guidare la politica culturale esterna dell'UE.
- dare piu' voce alla diplomazia culturale e attraverso un percorso formativo "ad hoc" creare la figura professionale del "Consulente del Dialogo" per operare nelle aree di crisi
- Rafforzare la cooperazione con la società civile: per garantire che la politica culturale dell'UE sia più rappresentativa e inclusiva.
Auspico una valutazione del Ministro Giuli sulle osservazioni finalizzate ad inserire il ruolo "strategico" della Cultura nel documento comune sulla Competitivita', sottoscritto da Italia e Germania.
«Inizia una stagione nuova: l'Italia ne è protagonista, vuole essere una delle locomotive della Ue": lo afferma il ministro degli esteri nonche' vicepresidente del Consiglio dei ministri, Antonio Tajani alla vigilia del vertice informale dei capi di Stato e di governo dell'Ue che si svolgera' presso il castello di Alden Biesen in Belgio. Sara' la competitivita' Ue, ovvero modi e tempi per la crescita economia dell'Europa, al centro del vertice fortemente voluto da Italia e Germania.
L'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, dopo "rispetto" nel 2024, ha scelto "fiducia" come parola dell'anno del 2025 per la sua attualità e rilevanza sociale ed e' particolarmente interessante se connessa con il contesto del Made in Italy. In un anno segnato da incertezze geopolitiche e sociali, la fiducia emerge come risposta essenziale al diffuso bisogno di guardare al futuro con aspettative positive. Questo desiderio si fonda sulla forza delle relazioni umane: sviluppare legami solidi, affidabili e duraturi non solo tra individui, ma anche tra i cittadini e le istituzioni.
"L'Italia sta scomparendo", così Elon Musk , che ha fatto della natalita' uno dei suoi cavalli di battaglia, ha commentato i dati, nel suo social "X", sulla crisi demografica nel nostro Paese. Secondo le proiezioni Eurostat l'Italia passerà da 59 milioni di abitanti nel 2025 a 56 milioni nel 2050 e a 50 milioni nel 2100, mentre centinaia di migliaia di italiani emigrano ogni anno, ed entrambi i fenomeni creeranno non pochi problemi alla tenuta economica della Nazione.
Come non giudicare una buona notizia il crescente aumento dei centenari residenti in Italia, rilevato dall'Istat? E come non metterlo in relazione al sistema sanitario pubblico made in Italy? La risposta non puo' che essere positiva se si percorre la strada dell'anti-demagogia nel trattare il tema della sanita', non gia' a colpi di propaganda e di allarmismo, ma secondo i fatti, i numeri, come quelli "raccontati" dall'Istat: al 1° gennaio 2024, il nostro paese conta 22.552 centenari, un incremento significativo rispetto ai 17.252 del 2014, con un aumento di oltre il 30% in dieci anni.
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