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L'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, dopo "rispetto" nel 2024, ha scelto "fiducia" come parola dell'anno del 2025 per la sua attualità e rilevanza sociale ed e' particolarmente interessante se connessa con il contesto del Made in Italy. In un anno segnato da incertezze geopolitiche e sociali, la fiducia emerge come risposta essenziale al diffuso bisogno di guardare al futuro con aspettative positive. Questo desiderio si fonda sulla forza delle relazioni umane: sviluppare legami solidi, affidabili e duraturi non solo tra individui, ma anche tra i cittadini e le istituzioni.
Nelle sue diverse accezioni, secondo Treccani , la parola "fiducia" è un concetto fondamentale per l'esperienza umana perché pone in risalto la dimensione relazionale dell'individuo. Essa si manifesta manifesta nell'ambito personale (fiducia in sé stessi) e in quello comunitario (fiducia nel prossimo, nella comunità, nella società) e implica sempre la percezione e il riconoscimento di un legame o di una situazione come affidabile.
Ma la parola "fiducia" si addice anche al Made in Italy che rappresenta un simbolo di qualità e tradizione italiana, e la fiducia in esso è alta. Secondo un rapporto di Coldiretti/Censis, l'87% degli italiani apprezza l'italianità dei prodotti e sarebbe disposto a spendere di più pur di avere qualità e garanzie. Questo dimostra che la fiducia nel Made in Italy è ben radicata tra i consumatori italiani.
Inoltre, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy sta lavorando per promuovere e sostenere le imprese italiane, con iniziative come la Giornata Nazionale del Made in Italy e la Legge Quadro per il Made in Italy, che mira a preservare la cultura nazionale e stimolare la crescita economica.
Tuttavia, è importante notare che la fiducia nel Made in Italy può essere influenzata da fattori come la qualità dei prodotti, la trasparenza delle etichette e la concorrenza internazionale. Per questo, è fondamentale che le imprese italiane continuino a lavorare per mantenere alti standard di qualità e autenticità. In sintesi, la fiducia nel Made in Italy è alta, ma è importante continuare a lavorare per mantenerla e rafforzarla.
«Inizia una stagione nuova: l'Italia ne è protagonista, vuole essere una delle locomotive della Ue": lo afferma il ministro degli esteri nonche' vicepresidente del Consiglio dei ministri, Antonio Tajani alla vigilia del vertice informale dei capi di Stato e di governo dell'Ue che si svolgera' presso il castello di Alden Biesen in Belgio. Sara' la competitivita' Ue, ovvero modi e tempi per la crescita economia dell'Europa, al centro del vertice fortemente voluto da Italia e Germania.
Trovo alquanto significativo che nell'ambito del Vertice intergovernativo Italia-Germania, svoltosi a Roma la scorsa settimana, il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, incontrandosi con il Suo omologo , abbia confermato la "profondita"' delle relazioni tra i due Paesi che "trovano nella cultura uno dei pilastri piu' solidi e duraturi", sicche' "il dialogo culturale tra Italia e Germania e' una risorsa strategica da valorizzare oggi piu' che mai". Anche il Ministro Wolfram Weimer, ha ribadito Il "ruolo strategico della cultura".
"L'Italia sta scomparendo", così Elon Musk , che ha fatto della natalita' uno dei suoi cavalli di battaglia, ha commentato i dati, nel suo social "X", sulla crisi demografica nel nostro Paese. Secondo le proiezioni Eurostat l'Italia passerà da 59 milioni di abitanti nel 2025 a 56 milioni nel 2050 e a 50 milioni nel 2100, mentre centinaia di migliaia di italiani emigrano ogni anno, ed entrambi i fenomeni creeranno non pochi problemi alla tenuta economica della Nazione.
Come non giudicare una buona notizia il crescente aumento dei centenari residenti in Italia, rilevato dall'Istat? E come non metterlo in relazione al sistema sanitario pubblico made in Italy? La risposta non puo' che essere positiva se si percorre la strada dell'anti-demagogia nel trattare il tema della sanita', non gia' a colpi di propaganda e di allarmismo, ma secondo i fatti, i numeri, come quelli "raccontati" dall'Istat: al 1° gennaio 2024, il nostro paese conta 22.552 centenari, un incremento significativo rispetto ai 17.252 del 2014, con un aumento di oltre il 30% in dieci anni.
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