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A rischio il patrimonio cerealicolo nazionale

26 febbraio 2024

Prezzi bassi e costi alle stelle. Forte calo della superficie coltivata. Appello di Cia-Agricoltori al governo: certificare i costi di produzione, registro telematico sulle giacenze Inaccettabile che gli agricoltori debbano continuare a lavorare in perdita; inconcepibile che in Italia, primo produttore Ue di grano duro, continuino ad aumentare i costi di produzione per il settore, mentre si riducono i prezzi di mercato non è possibile che non sia stato ancora istituito il registro telematico Granaio Italia

Lo denuncia la Cia-Agricoltori che, considerando le ultime quotazioni sul grano duro pari a circa 37 euro al quintale e le rese degli agricoltori di circa 30 quintali a ettaro, si arriva di fatto a una produzione lorda vendibile di 1.100 euro a ettaro, ma con costi di produzione di gran lunga superiori ai 1.400 euro a ettaro.

Non solo, i primi dati Cia sulle nuove semine segnalano un preoccupante calo delle superfici coltivate a grano duro di circa 130 mila ettari, una perdita tale da far prospettare per il Paese, anche a causa dei cambiamenti climatici, un raccolto tra i più bassi di sempre.

E, come se non bastasse, ci sono le politiche Ue penalizzanti per gli agricoltori, i bassi prezzi di listino e l'import sempre più significativo da Paesi terzi che rischiano di mortificare le imprese del comparto costringendole all'abbandono con gravi ripercussioni, non solo economiche, ma anche sociali e ambientali. Serve più attenzione e trasparenza per il mercato del grano duro, chiosa Cia, non sottovalutando l'import crescente da Russia e Turchia, non tradizionalmente esportatori verso l'Italia.

"Non ci stancheremo di ribadire le nostre istanze -conclude il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini- e tra queste, l'urgenza del registro telematico sulle giacenze, Granaio Italia, per garantire maggiore trasparenza sui mercati, e una certificazione dei costi di produzione per definire, in modo chiaro, anche i termini di contrattazione. In gioco il nostro patrimonio cerealicolo, materia prima d'eccellenza per la pasta, simbolo del Made in Italy nel mondo con quasi 4 milioni di tonnellate di produzione nazionale annua e un fatturato sui 7 miliardi di euro".

Domenico Campana

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