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La nuova escalation della guerra fra Israele e Iran, con l'attacco USA ai siti nucleari iraniani e la risposta contro la base americana in Qatar fa salire la tensione e alimenta i timori delle imprese italiane ed europee sulle ripercussioni dei conflitti mediorientali, mentre non e' stata affatto superata la crisi energetica derivante dall'invasione della Russia in Ucraina. Le situazioni di tensioni, meglio dire, di guerra, nonche' le minacce iraniane della chiusura dello stretto di Hormuz, dove transita circa un quarto dell"'oro nero", si riflettono inevitabilmente sui prezzi del petrolio.
Nelle ore successive all'attacco USA sui siti nucleari iraniani, il prezzo del gas sul mercato Ttf di Amsterdam ha segnato un balzo vicino al 9%, mentre il Brent si è portato stabilmente sopra i 95 dollari al barile. Unimpresa, l'associazione imprenditoriale delle piccole e medie imprese, calcola che, se questi livelli dovessero stabilizzarsi, o peggio ancora salire ulteriormente, il costo medio dell'energia per una PMI manifatturiera potrebbe crescere del 15-20% nel solo terzo trimestre 2025. Questo significa, in termini concreti, bollette mensili più pesanti di cifre che vanno dai 4mila ai 6mila euro per un'azienda di medie dimensioni con consumi elettrici e termici rilevanti.
I settori più esposti sono naturalmente quelli più energivori, come ceramica, metallurgia, alimentare, carta, vetro, meccanica pesante. Ma anche le attività artigiane, il piccolo commercio e il settore dei servizi iniziano a sentire gli effetti, più che altro determinati dall'incertezza che si genera sul mercato a fronte di eccessive tensioni sui costi dell'energia.
In base ai calcoli di Confartigianato, le vendite di prodotti Made in Italy verso 25 Paesi coinvolti in guerre o in aree a rischio valgono 61,4 miliardi di euro (pari al 9,8% dell'export totale). Nel dettaglio le esportazioni ammontano a 27,1 miliardi in Medio Oriente, a 21,9 miliardi nei tre paesi confinanti di Egitto, Libia a Turchia, 6,6 miliardi tra Russia, Ucraina e Bielorussia e 5,8 miliardi in India e Pakistan. Per un terzo, si tratta di attività di piccole e medie imprese.
Verso queste destinazioni nei primi tre mesi dell'anno c'è stata una flessione di export pari allo 0,6%, concentrata però su est Europa e paesi mediterranei: Egitto, Libia e Turchia segnano un -14,7%, mentre Russia, Ucraina e Bielorussia registrano un calo del 10,4%. I Medio Oriente e i paesi asiatici, ovvero India e Pakistan, segnano invece una crescita. Fra i dati più negativi, il -18,3% del Qatar, cruciale per le forniture di gas naturale liquefatto.
Il presidente di Confartigianato Marco Granelli auspica «un'intensa azione diplomatica per favorire la de-escalation dei conflitti e creare condizioni di stabilità, e misure di supporto per diversificare i mercati di destinazione dei nostri prodotti e di interventi per rafforzare la resilienza energetica del nostro Paese».
«Inizia una stagione nuova: l'Italia ne è protagonista, vuole essere una delle locomotive della Ue": lo afferma il ministro degli esteri nonche' vicepresidente del Consiglio dei ministri, Antonio Tajani alla vigilia del vertice informale dei capi di Stato e di governo dell'Ue che si svolgera' presso il castello di Alden Biesen in Belgio. Sara' la competitivita' Ue, ovvero modi e tempi per la crescita economia dell'Europa, al centro del vertice fortemente voluto da Italia e Germania.
Trovo alquanto significativo che nell'ambito del Vertice intergovernativo Italia-Germania, svoltosi a Roma la scorsa settimana, il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, incontrandosi con il Suo omologo , abbia confermato la "profondita"' delle relazioni tra i due Paesi che "trovano nella cultura uno dei pilastri piu' solidi e duraturi", sicche' "il dialogo culturale tra Italia e Germania e' una risorsa strategica da valorizzare oggi piu' che mai". Anche il Ministro Wolfram Weimer, ha ribadito Il "ruolo strategico della cultura".
L'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, dopo "rispetto" nel 2024, ha scelto "fiducia" come parola dell'anno del 2025 per la sua attualità e rilevanza sociale ed e' particolarmente interessante se connessa con il contesto del Made in Italy. In un anno segnato da incertezze geopolitiche e sociali, la fiducia emerge come risposta essenziale al diffuso bisogno di guardare al futuro con aspettative positive. Questo desiderio si fonda sulla forza delle relazioni umane: sviluppare legami solidi, affidabili e duraturi non solo tra individui, ma anche tra i cittadini e le istituzioni.
"L'Italia sta scomparendo", così Elon Musk , che ha fatto della natalita' uno dei suoi cavalli di battaglia, ha commentato i dati, nel suo social "X", sulla crisi demografica nel nostro Paese. Secondo le proiezioni Eurostat l'Italia passerà da 59 milioni di abitanti nel 2025 a 56 milioni nel 2050 e a 50 milioni nel 2100, mentre centinaia di migliaia di italiani emigrano ogni anno, ed entrambi i fenomeni creeranno non pochi problemi alla tenuta economica della Nazione.
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