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La premier italiana Giorgia Meloni che si appresta ad incontrare il presidente degli Stati Donald Trump alla Casa Bianca, ha già chiarito di voler mantenere unito e solidale il "fronte euroatlantico", ed in quest'ottica, come ha piu' volte sottolineato, esercitare la propria disponibilità ad "evitare uno scontro" e a "costruire ponti" tra le due sponde dell'Atlantico. Sicchè, sia l'ambito dei rapporti bilaterali, sia quello più ampio delle relazioni con l'Unione europea si muoveranno sul consolidato binario euroatlantico.
Nei rapporti bilaterali c'e' la convinzione che gli Stati Uniti sono stati e restano i nostri principali alleati nell'architettura complessiva della politica estera dell'Italia; nelle relazioni con l'Europa, la premier avrà il ruolo di "facilitatore" per un rapporto diretto tra l'Unione europea ed il presidente Trump, finalizzato ad evitare una "guerra commerciale". La presidente della Commissione europea e Meloni – ha detto la portavoce di Ursula von der Leven – "sono in contatto regolarmente e lo saranno ancora, prima della data programmata" per la visita del presidente del Consiglio a Trump.
L'obiettivo, condiviso dalla premier italiana, dell'apertura di un negoziato sulla questione dazi, di competenza dell'Unione europea, sembrerebbe essere quello di uno "zero per zero" sui prodotti industriali e non, ovvero creare una "zona di libero scambio" fra Stati Uniti ed Europa.
Abbattere, cioè, al massimo i dazi fra economie gemelle che hanno subito le medesime pratiche sleali da parte della Cina e dei suoi satelliti. Ma c'è anche la necessità che l'Europa, per rendere il nostro sistema economico più produttivo e competitivo, abbatta, come chiede la premier italiana, i "dazi interni, dal Green deal al muro di burocrazia che penalizza le imprese continentali, per garantire maggior reddito ai lavoratori.
Ma perché il negoziato europeo sui dazi possa avere risultati concreti e positivi è necessario capire che cosa vuole Trump: vuole abbattere le barriere commerciali? Oppure vuole una nuova economia americana autosufficiente e post-globalizzata? Anche per questa ragione è positivo il colloquio della premier Meloni con il presidente Trump: non sarà, infatti, indifferente per l'Europa quale delle due strade vuole percorrere il presidente degli stati uniti con l'imposizione dei dazi.
Piano bilaterale e piano delle relazioni europee nonché i rapporti con la Cina, la Nato ed il dossier Ucraina saranno, dunque, al centro del confronto. "Io penso che Giorgia Meloni – ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto – più di ogni altro leader europeo, possa dialogare con Trump, possa spiegare le ragioni per cui quest'alleanza occidentale su cui si è retto il mondo negli ultimi 80 anni deve proseguire. Ed è costituita da due pilastri: quello più forte dal punto di vista militar, che sono gli Stati Uniti, ma quello più forte dal punto di vista delle conquiste sociali, l'Europa. E la somma dei due ci rende più credibili e più forti nel mondo".
«Inizia una stagione nuova: l'Italia ne è protagonista, vuole essere una delle locomotive della Ue": lo afferma il ministro degli esteri nonche' vicepresidente del Consiglio dei ministri, Antonio Tajani alla vigilia del vertice informale dei capi di Stato e di governo dell'Ue che si svolgera' presso il castello di Alden Biesen in Belgio. Sara' la competitivita' Ue, ovvero modi e tempi per la crescita economia dell'Europa, al centro del vertice fortemente voluto da Italia e Germania.
Trovo alquanto significativo che nell'ambito del Vertice intergovernativo Italia-Germania, svoltosi a Roma la scorsa settimana, il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, incontrandosi con il Suo omologo , abbia confermato la "profondita"' delle relazioni tra i due Paesi che "trovano nella cultura uno dei pilastri piu' solidi e duraturi", sicche' "il dialogo culturale tra Italia e Germania e' una risorsa strategica da valorizzare oggi piu' che mai". Anche il Ministro Wolfram Weimer, ha ribadito Il "ruolo strategico della cultura".
L'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, dopo "rispetto" nel 2024, ha scelto "fiducia" come parola dell'anno del 2025 per la sua attualità e rilevanza sociale ed e' particolarmente interessante se connessa con il contesto del Made in Italy. In un anno segnato da incertezze geopolitiche e sociali, la fiducia emerge come risposta essenziale al diffuso bisogno di guardare al futuro con aspettative positive. Questo desiderio si fonda sulla forza delle relazioni umane: sviluppare legami solidi, affidabili e duraturi non solo tra individui, ma anche tra i cittadini e le istituzioni.
"L'Italia sta scomparendo", così Elon Musk , che ha fatto della natalita' uno dei suoi cavalli di battaglia, ha commentato i dati, nel suo social "X", sulla crisi demografica nel nostro Paese. Secondo le proiezioni Eurostat l'Italia passerà da 59 milioni di abitanti nel 2025 a 56 milioni nel 2050 e a 50 milioni nel 2100, mentre centinaia di migliaia di italiani emigrano ogni anno, ed entrambi i fenomeni creeranno non pochi problemi alla tenuta economica della Nazione.
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