Menu
In un panorama della sicurezza caratterizzato dalla guerra della Russia contro l'Ucraina, da crescenti attacchi ibridi e informatici contro gli Stati membri, dalla situazione in Medio Oriente e dal ritorno alla guida degli Stati Uniti di Donald Trump che ha riproposto all'Europa il tema dei maggiori finanziamenti alla Nato, i leader dell'UE discuteranno di difesa europea e di come rafforzarne le sue capacità nel corso di una riunione informale presso il Palais d'Egmont a Bruxelles. Presenti il segretario generale della NATO, Mark Rutte, e il primo ministro del Regno Unito, Keir Starmer.
L'Italia, con la premier Giorgia Meloni, conferma la sua linea espressa dal ministro della difesa, Guido Crosetto secondo il quale ' dobbiamo assumerci più responsabilità condividendo concretamente visione e impegni, sia in ambito strettamente militare che nel settore industriale e tecnologico della difesa.
Perche' "le spese per la difesa sono la garanzia per la sopravvivenza delle nostre democrazie, dei nostri Paesi e dell'Europa". Di qui l'iniziativa operativa dell'Italia messa a punto con una lettera firmata anche da altri 18 paesi europei nella quale si chiede un cambio del mandato della Banca Europea degli Investimenti per adattare la sua politica dei prestiti alle priorità Ue sulla difesa.
Lo sviluppo delle capacità di difesa europea e il rafforzamento della competitività del settore industriale della difesa nonchè le possibili modalità di finanziamento degli investimenti necessari, sono stati, inoltre, al centro d una conversazione telefonica tra la premier Meloni ed il cancelliere federale tedesco, Olaf Scholz.
In base al principio per il quale l'Europa deve farsi carico in misura maggiore della propria difesa e all'interesse interesse a cooperare più strettamente, la discussione al tavolo dei leader europei a Bruxelles, si concentrerà sulle seguenti questioni:
a) sviluppo delle capacità di difesa
b) finanziamento, comprese la mobilitazione dei finanziamenti privati;
c) modalità per utilizzare al meglio gli strumenti e il bilancio dell'UE e ulteriori opzioni comuni che potrebbero essere valutate;
d) rafforzamento e approfondimento dei partenariati
La discussione contribuirà a preparare le prossime tappe per rendere l'Europa un attore più resiliente e più affidabile in materia di sicurezza e di difesa, così che diventi un partner transatlantico più forte, anche nel contesto della NATO.
L'Italia concorre, da protoganista, a rilanciare concretamente la difesa europea in un quadro di rafforzamento euroatlantico.
«Inizia una stagione nuova: l'Italia ne è protagonista, vuole essere una delle locomotive della Ue": lo afferma il ministro degli esteri nonche' vicepresidente del Consiglio dei ministri, Antonio Tajani alla vigilia del vertice informale dei capi di Stato e di governo dell'Ue che si svolgera' presso il castello di Alden Biesen in Belgio. Sara' la competitivita' Ue, ovvero modi e tempi per la crescita economia dell'Europa, al centro del vertice fortemente voluto da Italia e Germania.
Trovo alquanto significativo che nell'ambito del Vertice intergovernativo Italia-Germania, svoltosi a Roma la scorsa settimana, il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, incontrandosi con il Suo omologo , abbia confermato la "profondita"' delle relazioni tra i due Paesi che "trovano nella cultura uno dei pilastri piu' solidi e duraturi", sicche' "il dialogo culturale tra Italia e Germania e' una risorsa strategica da valorizzare oggi piu' che mai". Anche il Ministro Wolfram Weimer, ha ribadito Il "ruolo strategico della cultura".
L'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, dopo "rispetto" nel 2024, ha scelto "fiducia" come parola dell'anno del 2025 per la sua attualità e rilevanza sociale ed e' particolarmente interessante se connessa con il contesto del Made in Italy. In un anno segnato da incertezze geopolitiche e sociali, la fiducia emerge come risposta essenziale al diffuso bisogno di guardare al futuro con aspettative positive. Questo desiderio si fonda sulla forza delle relazioni umane: sviluppare legami solidi, affidabili e duraturi non solo tra individui, ma anche tra i cittadini e le istituzioni.
"L'Italia sta scomparendo", così Elon Musk , che ha fatto della natalita' uno dei suoi cavalli di battaglia, ha commentato i dati, nel suo social "X", sulla crisi demografica nel nostro Paese. Secondo le proiezioni Eurostat l'Italia passerà da 59 milioni di abitanti nel 2025 a 56 milioni nel 2050 e a 50 milioni nel 2100, mentre centinaia di migliaia di italiani emigrano ogni anno, ed entrambi i fenomeni creeranno non pochi problemi alla tenuta economica della Nazione.
Cookie
Questo sito web utilizza i cookie
Questo sito utilizza cookie tecnici, analytics e di terze parti.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie.