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"A un anno di distanza, l'Europa si trova in una posizione più difficile. Il nostro modello di crescita sta svanendo. Le vulnerabilità stanno aumentando. E non esiste un percorso chiaro per finanziare gli investimenti di cui abbiamo bisogno": lo ha detto Mario Draghi alla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen che aveva incaricato l'ex presidente del consiglio italiano a redigere un rapporto sulla competitivita' dell'Europa.
Il messaggio di Draghi non lascia scampo: "l'inazione minaccia non solo la nostra competitività, ma la nostra stessa sovranità". Le numerose raccomandazioni del rapporto, accolte con favore dal sistema PMI, cuore pulsante del tessuto produttivo dell'Italia e piu' vastamente dell'Europa,, debbono essere tradotte dalla Commissione in azioni concrete affinche' le piccole e medie imprese possano competere e innovare, superando un'oggettiva situazione fatta da barriere significative come l'alto costo dell'energia, la scarsita' di materie prime, la burocrazia soffocante.
Il quadro dei benefici e' molto significativamente rassicurante. La prospettiva di una semplificazione normativa poterebbe ad una riduzione del carico burocratico e creazione di una figura istituzionale per semplificare le regolamentazioni, con l'obiettivo di ridurre del 25% gli obblighi di rendicontazione; un ampliamento del budget del Fondo Europeo per gli investimenti e la razionalizzazione dell'ambiente del "venture capital" porterebbe ad un miglioramento dell'accesso al credito; l'accesso alle risorse del supercomputer dell'Unione Europea accelererebbe la digitalizzazione delle Pmi, soprattuto nel settore dell'intelligenza artificiale; la riduzione dei costi energetici e l'accelerazione della transizione verso l'energia pulita attraveso contratti a lungo termine e strumenti finanziari innovativi farebbe fare passi avanti nella competitivita' energetica. Inoltre si creerebbe un un contesto piu' favorevole per l'innovazione nelle Pmi, con l'ampliamento del supporto a nuove aziende e l'accesso europeo tramite uno statuto legale unico per le imprese innovative.
Quello che appare incomprensibile e' il silenzio del governo soprattutto su alcuni temi che interessano direttamente il nostro sistema produttivo che ha nelle PMI il motore propulsivo: il riferimento e' all'innovazione , al mercato unico e alla governance, ai finanzimenti e agli investimenti. Non prendere posizione agevola l'inazione della Commissione europea e ritarda la realizzazione delle condizioni necessarie alla competitivita'.
«Inizia una stagione nuova: l'Italia ne è protagonista, vuole essere una delle locomotive della Ue": lo afferma il ministro degli esteri nonche' vicepresidente del Consiglio dei ministri, Antonio Tajani alla vigilia del vertice informale dei capi di Stato e di governo dell'Ue che si svolgera' presso il castello di Alden Biesen in Belgio. Sara' la competitivita' Ue, ovvero modi e tempi per la crescita economia dell'Europa, al centro del vertice fortemente voluto da Italia e Germania.
Trovo alquanto significativo che nell'ambito del Vertice intergovernativo Italia-Germania, svoltosi a Roma la scorsa settimana, il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, incontrandosi con il Suo omologo , abbia confermato la "profondita"' delle relazioni tra i due Paesi che "trovano nella cultura uno dei pilastri piu' solidi e duraturi", sicche' "il dialogo culturale tra Italia e Germania e' una risorsa strategica da valorizzare oggi piu' che mai". Anche il Ministro Wolfram Weimer, ha ribadito Il "ruolo strategico della cultura".
L'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, dopo "rispetto" nel 2024, ha scelto "fiducia" come parola dell'anno del 2025 per la sua attualità e rilevanza sociale ed e' particolarmente interessante se connessa con il contesto del Made in Italy. In un anno segnato da incertezze geopolitiche e sociali, la fiducia emerge come risposta essenziale al diffuso bisogno di guardare al futuro con aspettative positive. Questo desiderio si fonda sulla forza delle relazioni umane: sviluppare legami solidi, affidabili e duraturi non solo tra individui, ma anche tra i cittadini e le istituzioni.
"L'Italia sta scomparendo", così Elon Musk , che ha fatto della natalita' uno dei suoi cavalli di battaglia, ha commentato i dati, nel suo social "X", sulla crisi demografica nel nostro Paese. Secondo le proiezioni Eurostat l'Italia passerà da 59 milioni di abitanti nel 2025 a 56 milioni nel 2050 e a 50 milioni nel 2100, mentre centinaia di migliaia di italiani emigrano ogni anno, ed entrambi i fenomeni creeranno non pochi problemi alla tenuta economica della Nazione.
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