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L’Intelligenza artificiale made in Italy ovvero l’algoritmo umanizzato

14/05/2024

Le sfide che comporta l'Intelligenza artificiale, in particolare quella generativa, induce le grandi potenze, come Stati Uniti e  Cina, ad incontrarsi per discutere dei rischi legati a questa nuova tecnologia innovativa e pervasiva. I primi colloqui si sono svolti a Ginevra sul controllo dell'uso dell'Ai per evitare incidenti disastrosi ed un potenziale conflitto nella corsa all'uso, anche militare, della nuova tecnologia. Si tratta di uno sforzo esplorativo per cercare di trovare un terreno comune su come l'intelligenza artificiale può essere usata e in quali situazioni potrebbe essere bandita, anche se gli americani chiariscono che le loro politiche sul settore non sono negoziabili.


Connessa con l'Intelligenza artificiale c'è anche la sua "portata economica": le previsioni indicano che l'IA contribuirà significativamente al PIL mondiale, con un impatto maggiore nei paesi tecnologicamente avanzati. Nella corsa globale l'Italia occupa un poco lusinghiero 21º posto e affronta sfide nell'adozione e sviluppo dell'IA, nonostante le eccellenze nella ricerca. Per questo è cruciale investire in ricerca e sviluppo per migliorare la competitività e attrarre talenti.

Le tematiche legate all'intelligenza artificiale saranno anche al centro della riunione del G7 nelle giornate culmine della presidenza italiana, il 13-14-15 giugno prossimo mentre il premier Giorgia Meloni ha preannunciato che ai lavori parteciperà Papa Francesco.

La presidenza italiana del G7 - ha spiegato- "intende valorizzare» il percorso promosso dalla Santa sede sull'intelligenza artificiale (che "in molti, e non a torto, ritengono la più grande sfida antropologica di quest'epoca") "e portarlo all'attenzione degli altri leader in occasione del vertice in Puglia. È la prima volta nella storia che un pontefice partecipa ai lavori del gruppo dei 7 e il Santo Padre lo farà nella sessione "outreach", aperta cioè anche ai Paesi invitati e non solo ai membri del G7. Io sono convinta – ha sottolineato  la premier - che la presenza di Sua Santità darà un contributo decisivo alla definizione di un quadro regolatorio, etico e culturale all'intelligenza artificiale. Perché su questo terreno, sul presente e sul futuro di questa tecnologia, si misurerà ancora una volta la nostra capacità - la capacità della comunità internazionale - di fare quello che il 2 ottobre 1979 un altro Papa, san Giovanni Paolo II, ricordava nel suo celebre discorso alle Nazioni unite: L'attività politica, nazionale e internazionale, viene dall'uomo, si esercita mediante l'uomo ed è per l'uomo. Questo sarà sempre il nostro impegno e il nostro cammino".

È un richiamo che porta necessariamente a rivitalizzare il nostro patrimonio culturale umanistico che ci consente di affrontare le sfide presenti e prossime delle nuove tecnologie connesse con l'Intelligenza artificiale con un approccio valutativo che ci rende distanti e distinti, se lo vogliamo, dall'ingranaggio deterministico dell'algoritmo.

Umanizzare l'algoritmo con qualunque tecnologia esso si accompagna, anche in quella dell'intelligenza artificiale. È così che nasce l'IA made in Italy.

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